14/11/2011
I POOH...IN DIRETTA NEL VENTO...da Rotolando Respirando ad Hurricane
Oggi, la rubrica AMARCORD di kukuriku vi parla di una delle più belle canzoni dei Pooh che risale alla fine degli anni 70. Il brano, intitolato “In diretta nel vento”, fa parte dell'album Rotolando Respirando, uscito dalle sale di incisione, il 28 ottobre del 1977. Album ricordato soprattutto per la hit "Dammi solo un minuto", uno dei più grandi successi dei
Pooh, registrato anche in inglese e spagnolo. L'album sarà molto trasmesso dalle neo nate radio libere, anche perchè il protagonista del nostro articolo è in fondo uno di loro, e come motivo ci sembra piuttosto valido. In diretta nel vento narra, per l'appunto, la storia di un dj radiofonico, al lavoro nella sua radio, che riceve una telefonata inaspettata da parte di una donna.
I due conversano e alla fine il protagonista le dedica una canzone, giurandole il proprio amore. La canzone, prevede un'introduzione strumentale tipica della produzione discografica dei Pooh negli anni 70. L'intro al pianoforte di "In diretta nel vento" è la colonna sonora della canzone e il motivo portante dell'intero brano. Un motivo indimenticabile per quanti hanno amato ed amano questa canzone.

IL TESTO
...dalla notte al giorno, dall'oblio alla rinascita...
Vivo
mi piace la notte e ci vivo
con le mie sigarette
e il piatto che gira
e dietro i vetri la città.
Strano
il microfono è come un bambino
gli parlo e non so
se dorme o mi ascolta
la luce è sciolta nel caffè.
E ogni notte così, questa radio è il mio mondo
coi dischi. i giornali e gli scontrini del bar.
Senti, senti, il telefono ancora
è la solita signora, oh no!.
Ed invece sei tu
ma senti che sorpresa
due giorni e due notti per dimenticarti
metto un disco per te poi vattene a dormire
no, scusa, aspetta, dimmi dove sei.
Dimmi
stasera sei in casa da sola
o parli nascosta
fra coperte e cuscino
la radio è li vicino a te
e addosso cos'hai
voglio saperti tutta
ti voglio sentire come stando lì
senti, senti, volevi pensarci
o allora ci hai pensato o no.
Metto un disco per te
e fra pensieri e suono
mi torna la voglia di due giorni fa.
Parla ancora con me
l'antenna è un'ombra bruna
contro la luna e sopra la città.
L'alba dietro le case si scalda
e questo momento
in diretta nel vento
lo voglio dedicare a te.
Ritornando al testo, non è chiara l'identità della donna al telefono. Potrebbe trattarsi di un'amante, più che di una fidanzata, da cui forse, si era promesso di separarsi, cercando quanto prima di dimenticarla. A sostegno di tale ipotesi, le stesse parole del protagonista, che sorpreso dalla telefonata, dice alla donna di averci messo due giorni e due notti per dimenticarla. Forse tra loro non è tutto finito, il dj allore le chiede dove si trovi, se è da sola in casa o se parla sottovoce per non farsi sentire. Queste parole confermano che la donna possa essere già impegnata e che la loro, sia la storia di due amanti che ancora non sanno di amarsi o meno. Il nostro protagonista, ricorda l'ultima notte passata insieme, vorrebbe essere lì accanto a lei ma non può, perchè a lavoro.

A questo punto, si chiede se è il caso di riprendere a vedersi, le domanda se lei ci ha pensato o meno, e le confessa che la voglia di starle accanto è irrefrenabile. “Tanta voglia di lei” aveva già scritto Valerio Negrini nel 1971, storico paroliere dei Pooh e autore del nostro brano. Qui c'è il desiderio di un uomo che si è accorto di amare quella donna, improvvisamente ha scoperto di non poter vivere senza di lei e la prega di non lasciarlo, “parla ancora con me” le sussurra, dedicandole un ultimo pensiero: fuori dalla finestra l'alba sta scaldando le case, il sole sta per uscire. Il loro amore sta d'incanto tornando a vivere, se inizialmente la notte ci aveva raccontato la solitudine e il nervosismo di un uomo, che quasi si irrita al pensiero di dover rispondere all'ennesima telefonata, d'un tratto cambia umore, la nascita di un nuovo giorno segna la nascita di un uomo diverso, di un amore tanto desiderato e finalmente ritrovato.
I DEDICATE MY LOVE TO YOU
...quando l'amore di una donna ti salva la vita...

Il 23 Marzo del 1980, i Pooh danno all luce l'album “Hurricane” con l'intento di riproporre in lingua inglese, alcuni dei loro grandi successi. Collaborano, per l'occasione, con il compositore americano Teddy Randazzo, già arrangiatore del grande Frank Sinatra. L'album, indirizzato al mercato estero, diventa in realtà un grande successo in Italia, soprattutto per i fans dei Pooh, affascinati da questa idea originale. I brani, reinterpretati e riarrangiati, sono per lo più titoli ripresi da Rotolando Respirando, di tre anni prima. E così troviamo, tra i brani più celebri, "Dammi solo un minuto" che diventa “Give me only this moment”, la bellissima "Pierre" ora “Fade Away”, la scatenata "Pronto, Buongiorno è la sveglia" tradotta come “Ready get up and good morning". Per concludere, un brano a noi già noto. Ebbene si, anche la nostra "In diretta nel vento" sarà tradotta in lingua inglese, con il titolo “I dedicate my love to you”. Per quanto l'opera sia stata ben studiata e rappresenti un tentativo commerciale mirabile, la traduzione e riadattamento di alcuni brani sembrano aver scalfito, in parte, la bellezza degli originali italiani. Nel caso di In diretta nel vento, l'arrangiamento e l'adattamento in lingua straniera non sono così invasivi come per Pierre (il senso originale della canzone è del tutto stravolto, non è più il ricordo di un amico omosessuale, ma una canzone che narra l'amore tormentato per una ragazza che alla fine svanisce ), e il testo, salvo per qualche sfumatura, sembra conservare il motivo originale. Ma andiamo a vederlo...
Changing
my life's taking on a new meaning
i'm learning to flow with
the games that once bound me
and i'm beginning to be free.
Loving
is never the wanting or needing
and loving yourself is
the key to all being
i'm just beginning to be me.
And though i walk thru the night
in the shadow of darkness
it's starting to turn into a pale shade of light.
Getting brighter with each moment of living
and i thing it's gonna be alright.
If it wasn't for you i never would have made it
i'm grateful to you for giving me the key
if it wasn't for you i never would have faced it
i dedicate my love to you only you.
Giving
is a magical reason for living
and you gave me moments
that i ever will treasure
no matter where and come what may.
And though i walk thru the night
in the shadow of darkness
i know deep inside it's gonna be alright.
Getting higher with each breath i'm breathing
and i'm beginning to see the light.
But if there wasn't you i never would have made it
i'm grateful to you for giving me the key
if it wasn't for you i would have just forsaken it
i would have faked it if it wasn't for you.
Closer
than any dream can imagine
from this very moment
to the end of forever
i dedicate my love to you.
Già dal titolo, c'è un riferimento chiaro al testo italiano. Quella dedica finale, tanto accorata ritorna nella versione inglese, ancora più enfatizzata, tanto da esserne il titolo prinicpale. Non abbiamo più dubbi sull'amore del nostro protagonista per quella donna, è lui a confessarcelo apertamente. Per comprendere il testo inglese, penso sia fondamentale compararlo a quello italiano. Anche perchè è nell'originale che ci sono i motivi principali di questo amore. Bisognerebbe ascoltarle una dopo l'altra, magari alternando una strofa in inglese ad una in italiano, per comprenderne il significato assoluto ma anche per gustarne la bellezza melodica. Ma torniamo al testo. Tre verbi al gerundio, scandiscono l'inizio delle strofe principali, e il percorso umano del protagonista, che in un crescendo di emozioni dapprima ci dice di essere cambiato, di aver ripreso ad amare e ad amarsi, e di essere così pronto per donare il suo amore alla donna che ama. Torna il tema della notte e del giorno, del buio che diventa

improvvisamente luce, della disperazione che diventa finalmente voglia di vivere. Voglia dunque di amare quella donna, che ha cambiato il protagonista, l'ha in qualche modo salvato. Emblematiche le parole "I'm grateful to you for giving me the key". Cambia in un certo senso il ruolo dell'amata, prima amante, ora unico e vero amore della sua vita. Donna che assume un valore umano incredibile, è la sua salvezza, è una donna madonna, a cui dedica se stesso e il suo amore eterno. Sembra una poesia stilnovista in cui l'amore per la donna amata sfiora l'adulazione. Dall'esigenza di tradurre in inglese il testo italiano e dunque di dover semplificare l'originale è nato un brano dal punto di vista puramente estetico, molto diverso. Si è passati dal racconto, quasi dalla cronaca di un amore, ad una lirica amorosa dai risvolti umani e psicologici molto più profondi. Si può dire, che volendo semplificare, si è in un certo senso raddoppiato la carica emotiva del brano. Il nostro protagonista è riuscito a superare un momento difficile, forse una malattia, o forse semplici pene d'amore. Fatto sta che il suo amore le ha donato il sorriso, ma soprattutto gli ha ridato la vita, affogato senza via d'uscita in un tunnel tenebroso, risorge e torna a vivere, anzi a respirare ("Getting higher with each breath i'm breathing and i'm beginning to see the light"). E solo grazie alla donna amata può cominciare una nuova vita. Ecco perchè ci dice:”...if it wasn't for you i would have just forsaken it...”, ossia:”...se non fosse stato per te avrei rinunciato...”a vivere!
19:27 Scritto da: nickgaevale in amarcord | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pooh, rotolando respirando, hurricane, teddy randazzo, valerio negrini, in diretta nel vento, i dedicate my love to you | OKNOtizie |
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11/11/2011
AIUTIAMO SOLETERRE...salviamo i bambini malati di cancro...
Nei Paesi industrializzati circa l'80% dei bambini colpiti da tumore riesce a guarire.
Questa percentuale precipita al 20% o addirittura al 10% nei Paesi a basso indice di sviluppo socioeconomico dove l'informazione, la diagnosi precoce, l'accesso alle cure e ai trattamenti di supporto sono spesso problematici.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, queste cifre sono destinate a salire ulteriormente nei prossimi anni, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove i fondi destinati alla salute pubblica sono molto limitati.
Soleterre lavora in 7 Paesi in Via di sviluppo per garantire sostegno psico-sociale e cure ai bambini affetti da tumore.
Bastano 2 Euro per salvare la vita di un bambino.
Invia un sms al 45503, donerai 2 Euro a favore del Programma Internazionale di Oncologia Pediatrica di Soleterre.
18:11 Scritto da: nickgaevale in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: soleterre, grande contro il cancro, 45503 | OKNOtizie |
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10/11/2011
ANGELO COME FERNANDO...ma davvero i Brotherhood of man copiarono gli Abba?
PREMESSA
Torna l'amarcord su kukuriku per raccontarvi una questione musicale che va avanti, ormai, da quarant'anni. Molti, ancora oggi, si domandano se i mitici BHOM copiarono effettivamente Fernando dagli ABBA, o se il loro pezzo era un motivo nuovo e originale. Ad oggi, è impossibile accertare se si tratti di un plagio o meno, anche perchè non siamo in presenza di due canzoni somiglianti, ma ci sono dei piccoli richiami, delle note, delle frasi che legano le due canzoni. Ma prima di addentrarci nel merito della questione, facciamo una breve analisi dei due gruppi. Gli Abba, al massimo del successo alla fine degli anni 70, sono il gruppo più famoso al mondo. I quattro svedesi spopolano nelle classifiche di mezza Europa e il loro successo è incontrastato. La formazione storica, prevede due uomini e due donne, le cui iniziali compongono il nome della band. Una bionda ed una mora, due cantanti bravissime, con due musicisti, prima mariti poi amici, agli strumenti. Passiamo ai Brotherhood of man, in italiano “Fratellanza tra uomini”, anche loro quattro componenti, due uomini e due donne, le seconde, una bionda ed una mora. Non ritroviamo le iniziali dei nomi a comporre il nome della band, anche se abbiamo due "Lee" e due "Stevens" all'interno del gruppo (i due Stevens non parenti), ma è difficile pensare ad un acronimo che potesse funzionare in ambito discografico. Ebbene, se mettiamo i due gruppi a confronto, a fatica distinguiamo l'uno dall'altro. La somiglianza visiva, fisica dei protagonisti è incredibile:

DUE BROTHERHOOD OF MAN..
A questo punto, sorge spontanea una domanda, ma i Brotherhood of man furono creati sullo stile Abba volutamente, era un'operazione di marketing ben mirata? La risposta potrebbe darcela solo Tony Hiller, ideatore e produttore del gruppo inglese. Innanzitutto, c'è da dire che la creazione del gruppo rappresentò un'operazione non facilissima, anche
perchè si trattò di un rilancio. Hiller doveva rilanciare un gruppo che dal 1969 al 1971 non aveva riscosso un grandissimo successo, salvo per la hit “United we stand”, che diventerà un vero e proprio inno patriottico. Canzone del 1970 che darà il nome all'album d'esordio dei Brotherhood of man, una copertina storica con i volti di uomini di diverso colore, uniti in segno di fratellanza. La formazione iniziale prevedeva ben 5 elementi, che poi diventeranno 4. Nessuno dei componenti attuali, faceva parte di quella prima esperienza artistica, ma ritroviamo, ad ogni modo, due uomini e due donne, due more, anzi due sorelle, di origine indiana, già note come duetto canoro, “Sue and Sunny”. Hiller, dopo l'insuccesso del gruppo, decise coraggiosamente di conservare il nome della band e rintracciò questi quattro ragazzi inglesi, che dal 1973 costituiranno i nuovi Brotherhood of man. Ma torniamo alla domanda, Hiller voleva creare i nuovi Abba? C'è chi dice che Hiller non volesse ripetere l'esperienza infelice degli anni precedenti e mutò
profondamente lo stile della band. Basta mettere a confronto le immagini delle due formazioni e ascoltarle per capire che qualcosa era cambiato. Il problema, dunque, negli anni di boom discografico degli Abba, era proporre un gruppo che potesse reggere il confronto con gli artisti svedesi, non nelle vendite magari, ma nel consenso popolare. Il successo all'Eurofestival del 1976 con “Save your kisses for me” darà ragione a Hiller, il suo nuovo gruppo funzionava e tutti ne parlavano. Per i fans degli Abba, erano gli “Abba dei poveri”, per i fans inglesi del gruppo, gli idoli del momento. L'intuizione geniale di Hiller era evidente.
PRIMA E DOPO GLI ABBA...



Dalle interviste non esistono dichiarazioni precise con cui il discografico parlasse degli Abba, ne di altri gruppi da cui prese spunto. A sostegno della presunta buona fede di Hiller, la lunga tradizione musicale di quartetti canori, anche meno noti, che fino a quel momento avevano dominato la scena artistica. Partiamo dai mitici The mamas and the papas, gruppo americano nato nel 1965, composto da due donne e due uomini, ricordati per il grande successo di “California dreamin”. Così come gli stessi Bryndle, sempre attivi negli anni 60, con due uomini e due donne, legati ad un genere folk-rock. Oppure gli italiani Ricchi e poveri, scoperti da Franco Califano, una bionda, una mora, e due uomini, da anni nella formazione a tre dopo note vicissitudini interne al gruppo. Gli Abba dunque, non erano nati dal nulla e i brotherhood of man non erano una copia degli Abba. Anche se, appassionati e cultori del gruppo pop svedese, sostengono a gran voce, che la nascita di due gruppi cloni degli Abba negli anni di maggior successo della band, siano una mossa mal riuscita, perchè rappresenteranno solo delle metreore. Oltre ai nostri Bhom vengono tirati in ballo gli olandesi Teach-in. Lo stile è simile agli Abba, ma diversa la formazione. Quest'ultimi, per ironia della sorte, vinceranno l'edizione successiva dell'Eurofestival con la canzone "Ding a dong" nel 1975, dopo che, nel 1974 avevano trionfato proprio gli Abba con la bella "Waterloo". Nel 1976 poi sappiamo chi ha vinto...I BHOM verranno poi tacciati di aver preso spunto, dal punto di vista prettamente musicale, da un altro gruppo, stavolta un trio americano, Tony Orlando and Dawn. Le sonorità sono le stesse, forse c'è stata più influenza da parte del gruppo americano di quanto ce ne sia stata dagli Abba, questo è certo.
CONFRONTIAMO LE DUE CANZONI...
Tornando alla musica e alle canzoni. Sul genere dei due gruppi, siamo di fronte allo stesso genere di pop, molto melodico ma di forte presa sul pubblico degli anni 70. Un genere che nasce dalle sonorità dei Bee Gees, prima ancora dai Beach Boys, ma anche ad artisti come Neil Sedaka, uno dei primi teen idol della musica mondiale, un antesignano del moderno pop, Petula Clark, ma anche le Supremes e i già citati Mamas and
Papas. A parte la stesso stile musicale, gli Abba e i Brotherhood of man si superano in quanto a messa in scena delle canzoni sia negli abiti che nelle atmosfere create: gli Abba sfruttando alla grande i video clip, tutti originali, i Brotherhood of man nei balletti e nelle piccole coreografie che ben si accompagnavano al loro stile fresco e vivace. Fernando, primo singolo degli Abba a non essere estratto da alcun album, è una canzone a se all'interno della vasta produzione del gruppo. Nasce come singolo per Anni-Frid, la cantante mora del gruppo, con il titolo provvisorio di "Tango". La versione svedese della canzone parla di un certo Fernando, lasciato anni prima dalla ex-ragazza. Nella versione inglese, il testo sembra riferirsi ad una rivoluzione, forse quella messicana o secondo alcuni alla guerra civile spagnola. La pubblicazione risale al 27 Marzo 1976 e il successo è strepitoso, sia in Europa che nel Mondo, addirittura un caso in Australia, dove diventa, insieme ad “Hey Jude” dei Beatles, la canzone che per più settimane consecutive ha tenuto il primo posto della hit parade nella storia musicale di quel paese. Un anno dopo, precisamente ad Agosto del 1977, i Brotherhood of man, al massimo del loro splendore artistico, incidono la canzone “Angelo”. Il titolo stesso è un emblema della nostra questione. Se gli Abba avevano cantato le gesta di Fernando, ora si narra la storia di un altro personaggio, un certo Angelo, “a sheperd boy” messicano. La vicenda ripercorre, nelle intenzioni degli autori del brano, la storia di Romeo e Giulietta, due ragazzi che decidono di fuggi
re per amore e alla fine decidono di suicidarsi. A parte la somiglianza nel titolo, i testi originali non hanno molto in comune, sono ad ogni modo due storie d'amore ma anche due storie di libertà: in Fernando c'è una donna che narra la storia di un giovane ragazzo che impugna le armi, trasformatosi in un eroe moderno, in un paladino della libertà dalle oppressioni; in Angelo c'è il forte desiderio di liberarsi dal conformismo contemporaneo e fuggire via, dove non importa. I finali sono ovviamente diversi, in entrambi c'è un eroismo di fondo. Comparando i testi, c'è in entrambe le canzoni il Messico come sfondo. Ed è già un indizio. Il tema della notte torna in Angelo, dove in Fernando era lo sfondo principale della canzone, come si vede anche nel video ufficiale, una notte stellata per l'appunto:
THERE WAS SOMETHING IN THE AIR THAT NIGHT
Fernando
THEY TOOK THEIR LIVES AT NIGHT
Angelo
A livello sonoro, sia nel ritornello di Fernando che in quello di Angelo, c'è la ripetizione incalzante del suono anglosassone “the”, una marcatura evidente che accomuna i due testi proprio nel punto cardine dei brani. In Fernando sotto forma di articolo, in Angelo come pronome personale soggetto, in entrambi i casi, sottolineo nuovamente, una reiterazione voluta, riconoscibile facilmente all'ascolto. Dal punto di vista musicale, c'è il richiamo dei tamburi. In Fernando anche all'interno del testo, con la narratrice che si rivolge al protagonista chiedendogli se riesce a sentirli, in Angelo, i tamburi subentrano dopo la prima strofa. E' questo un secondo indizio non indifferente. Il suono inconfondibile dei tamburi come sottofondo in due canzoni dalle atmosfere e dai toni così simili, non fanno pensare ad una semplice coincidenza. Se si ascoltano in contemporanea, i suoni dei tamburi sembrano sovrapporsi. Se Hiller non copiò gli Abba, possiamo dire, con estrema franchezza, che prese spunto da Fernando per produrre Angelo. Se poi vogliamo essere ancora più attenti, se proprio vogliamo parlare di un piccolo richiamo, ci sono poche note al piano che ritroviamo nella bellissima "Dancing queen”, brano del 1976, altro successo mondiale degli Abba. Sono note simili a quelle che concludono la frase principale del ritornello di Angelo, o l'attacco tra le ultime due strofe del brano stesso.
ANCORA POLEMICHE...
Due anni dopo, nel 1978, ancora una volta viene tirata in ballo la presunta originalità di un altro brano dei Brotherhood fo man, “Figaro”. Secondo alcuni è questo il brano che somiglia a Fernando. Ancora una volta, si parla di un personaggio maschile, stavolta passiamo da Schakespeare a Rossini, al Barbiere di Siviglia precisamente. Non ci sono somiglianze tra i due brani, anzi, quasi la canzone ricorda, nell'intro, “Simon says” dei 1910 Fruitgum Co, poi cover italiana come “Il ballo di Simone" di Giuliano e i notturni, sempre del 1968.
I DUE VIDEO...
Le canzoni sono entrambe molto belle e riescono a trasportarci in un atmosfera magica. Sono due grandi successi di queste band cult degli anni 70 e, al di la di tutte le polemiche, rappresentano la storia della musica pop.
18:04 Scritto da: nickgaevale in amarcord | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: abba, brotherhood of man, fernando, angelo, tony hiller, bryndle, ricchi e poveri, the mamas and the papas, figaro, teach-in, tony orlando and dawn | OKNOtizie |
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